ITALY: To promote DAB, FM radio reception is being removed from mobile phones

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to promote dab, remove FM radio from mobile phone
The magazine Newsline reported about the message displayed by Samsung smartphone to their owners before downloading the new update that would have disabled the FM radio reception
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A boomerang effect has been caused by the government decree that, in order to promote the development of DAB radio, requires radio manufacturers to stop selling devices in 2021 if they were not equipped with a digital receiver. This includes smartphones equipped with an FM tuner. Samsung (which has almost 40% of the market) has circumvented the regulatory requirement by deactivating the FM receiver with a change to its operating system. Moreover, the legislation (which applies only in Italy) would have required manufacturers to fit a digital receiver and antenna only to devices sold in Italy.

While this may seem a necessary action for newly sold devices, it seems pretty strange that it is applied to devices that have been sold before the law came into effect.

The radio that aired the earthquake

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AGI (Agenzia Giornalistica Italia), in a short commemorative service, quoted the small television station in Campania that unconsciously sent live the thunderbolts of the 1980 Irpinia earthquake
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Witnesses to history, tragic events, revolutions, and… even earthquakes. Like Radio Alfa 102, a small radio station in Avellino that forty years ago, on 23 November 1980, broadcast live the roar of the earthquake that devastated Irpinia. It happened by chance: during a live recording of folk music, at 7.34 p.m., the microphone picked up the deep and impressive roar caused by the collapses of the quakes. The earthquake, of magnitude 6.9 (the strongest in the last hundred years), devastated the Apennine territory on the border between Campania and Basilicata, razing entire villages to the ground and causing almost 3,000 victims and 280,000 displaced people.

The audio of the earthquake, the only one we know of, has been published on YouTube. The noise that can be heard under the music is also due to the recording head that oscillated on the tape due to the vibrations.
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Le nuove autoradio possono far aumentare gli ascolti

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ABSTRACT (ENGLISH)

FM tuners showing the logo of the broadcasters are being used in the cars. For broadcasters who manage to make the most of technology, it is an opportunity to increase ratings. But some systems rely just on RDS, which was not designed for this purpose: This can create serious image damage to a broadcaster. But to eliminate them you can turn to the experts.

L’articolo (In Italiano)

Si diffondono sulle vetture i sintonizzatori FM che mostrano il logo delle emittenti. Un’opportunità gratuita che aiuta gli editori ad aumentare la notorietà e gli ascolti. E quando il marchio non appare o è sbagliato ci si può rivolgere agli esperti

Una Classe A con il sistema multimediale MBUX (Mercedes-Benz User Experience). Presentato dalla casa tedesca al Consumer Electronic Show di Las Vegas nel 2017, usa l'intelligenza artificiale e attualmente è il sistema più evoluto
Una Classe A con il sistema multimediale MBUX (Mercedes-Benz User Experience). Presentato dalla casa tedesca al Consumer Electronic Show di Las Vegas nel 2017, usa l’intelligenza artificiale e attualmente è il sistema più evoluto
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Nel 2013 sono apparse le prime autoradio che consentono di scegliere la stazione preferita in FM cliccando sui logo visualizzati sullo schermo. La funzione, ispirata dai sintonizzatori Dab (che mostrano i marchi delle radio ricevibili), rende l’impianto multimediale più accattivante e aumenta la sicurezza di guida, perché al conducente basta un colpo d’occhio per individuare la stazione preferita, e non è obbligato a distogliere lo sguardo dalla strada per leggere dall’RDS che radio ha sintonizzato.

Nel sistema multimediale della Volkswagen Golf il logo resta visualizzato sulla destra della mappa del navigatore insieme ad altri comandi audio e per il telefono
Nel sistema multimediale della Volkswagen Golf il logo viene visualizzato a destra della mappa insieme ad altri comandi audio e per il telefono
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Questa innovazione dà un vantaggio non indifferente agli editori, perché offre gratuitamente la possibilità di diffondere il proprio marchio e di farlo riconoscere (la brand awareness, uno degli indicatori che misurano il successo di un’azienda). Se il marchio è ben progettato, infatti, è facilmente riconoscibile e viene memorizzato con facilità. E se poi è accattivante, può attrarre l’attenzione e consentire di intercettare nuovi ascoltatori.

Un’immagine ad hoc per ogni sistema

Per sintonizzare una stazione si clicca su uno dei marchi che appaiono sullo schermo.
Per sintonizzare una stazione si clicca su uno dei marchi che appaiono sullo schermo.
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Per sfruttare al meglio queste opportunità, va tenuto conto che ogni sistema ha caratteristiche diverse, e alcuni parametri (come i colori dello sfondo) non devono essere trascurati nello studio della grafica. Occorre inoltre privilegiare la leggibilità, eliminando elementi che nelle dimensioni del piccolo schermo non risulterebbero decifrabili (come lo slogan o la frequenza, se scritte molto in piccolo). Meglio optare per un simbolo grafico o un disegno, purché stilizzato e ben riconoscibile.

E se il logo non appare?

L'autoradio mostra solo l'RDS di TSN di Sondrio (Tele Sondrio News) ma non il logo, come per le altre radio
L’autoradio mostra solo l’RDS di TSN di Sondrio (Tele Sondrio News) ma non il logo, come per le altre emittenti
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Alcuni sistemi, pur essendo molto diffusi (come quelli montati sulle vetture del gruppo Volkswagen, che comprende le vetture Porsche, Seat, Skoda e le Audi prodotte fino al settembre del 2019), sono soggetti a dei problemi tecnici che possono penalizzare gli editori. Le anomalie in genere dipendono dal fatto che questi apparecchi non utilizzano il Gps (o appositi algoritmi, previsti negli apparati più evoluti) per evitare i conflitti tra le emittenti. Non sono rari anche gli errori dovuti all’aggiornamento del database: come quando non viene visualizzato il marchio dell’emittente o ne viene mostrato uno ormai datato.

Per chi non c’è è un serio danno d’immagine

Sintonizzando Radio Sound di Piacenza, viene visualizzato l'RDS ma appare il logo di Radio City di Paternò, località in provincia di Catania
Sintonizzando Radio Sound di Piacenza, viene visualizzato l’RDS ma appare il logo di Radio City di Paternò, località in provincia di Catania
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Ma l’anomalia più grave si verifica quando lo schermo mostra l’RDS dell’emittente abbinandolo al logo di un’altra stazione. Un problema serio, perché l’ascoltatore può essere indotto in errore: potrebbe pensare che la radio non sia ricevibile e orientare la propria scelta su un’altra. Per cercare la radio preferita e memorizzarla dovrà ricorrere alla sintonia manuale della frequenza, e comunque vedrà sempre il marchio di una radio concorrente al posto di quella che ha scelto. Questa incompatibilità si può eliminare, ma non può prescindere da un’analisi preventiva dei database della vettura dove si verifica per individuarne la causa e le soluzioni.

Il supporto degli esperti

Sulla piattaforma Etermin sono disponibili le varie tipologie di servizi offerti per risolvere i problemi con i logo
Sulla piattaforma Etermin sono disponibili le varie tipologie di servizi offerti per risolvere i problemi con i logo
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Per eliminare le incompatibilità ci si può rivolgere a un gruppo di esperti. Radio Data Center, società tedesca leader nel settore, con otto marchi automobilistici supportati, su richiesta di diversi editori che volevano limitare i danni di immagine, ha analizzato il problema dei sistemi Volkswagen (che non assiste direttamente). Gli editori che notano dei problemi (direttamente o attraverso le segnalazioni degli ascoltatori) dei problemi, hanno la possibilità di chiedere una consulenza breve, un’analisi approfondita delle problematiche e l’individuazione delle soluzioni. Per farlo possono accedere alla piattaforma Etermin, dove è possibile prenotare ciascun servizio all’indirizzo E-Termin Radio Data Center GmbH.

ITALIA: Rinnovato il museo della radio tv di Torino

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Abstract (In English)

The Museum of Radio and TV in Turin reopened to the public on 26 September 2020, with a layout redesigned during the lockdown break. Notice boards, lighting and scenography have been redesigned, as well as the assortment of pieces, flanking the equipment used by the public broadcaster in 94 years of activity with multimedia itineraries that narrate the evolution of the public broadcaster’s television programmes. Historical relics tell of the ancestors of radio, from the telegraph to the first radio receivers.

L’articolo (Italiano)

Un nuovo percorso espositivo racconta 94 anni di storia della Rai attraverso apparecchiature, programmi, costumi e arredi di scena

Una panoramica delle sale espositive che raccontano, con apparecchiature d'epoca, l'evoluzione delle trasmissioni radiotelevisive
Una panoramica delle sale espositive che raccontano, con apparecchiature d’epoca, l’evoluzione delle trasmissioni radiotelevisive
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Tra i microfoni usati negli studi radio, alcuni quasi centenari, c'è questo esemplare con il marchio della Eiar (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche), subentrata nel 1927 alla URI (Unione Radiofonica Italiana) che nel 1944 sarebbe la RAI Radio Audizioni Italiane e dal 1954, con l'avvento della televisione, Rai Radiotelevisione Italiana
Tra i microfoni usati negli studi radio, alcuni quasi centenari, c’è questo esemplare con il marchio della Eiar (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche), subentrata nel 1927 alla URI (Unione Radiofonica Italiana) che nel 1944 sarebbe la RAI Radio Audizioni Italiane e dal 1954, con l’avvento della televisione, Rai Radiotelevisione Italiana Fonte

Ha riaperto al pubblico dal 26 settembre 2020 il Museo della radio e della Tv di Torino, con un allestimento ridisegnato durante pausa del lockdown. Bacheche, illuminazione e scenografia sono state ripensate, come pure l’assortimento dei pezzi, affiancando alle apparecchiature usate dall’emittente pubblica in 94 anni di attività dei percorsi multimediali che raccontano l’evoluzione dei programmi televisivi dell’emittente pubblica. Cimeli storici raccontano gli antenati della radio, dal telegrafo ai primi ricevitori radio.  

Un raro registratore "portatile" degli Anni Trenta, con la registrazione, su nastro metallico, della voce di Benito Mussolini
Un raro registratore “portatile” degli Anni Trenta, con la registrazione, su nastro metallico, della voce di Benito Mussolini
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Il percorso museale è stato arricchito con arredi di trasmissioni storiche della rai: sullo sfondo, al centro, la cabina di Rischiatutto, il telequiz condotto da Mike Buongiorno tra il 1970 e il 1974
Il percorso museale è stato arricchito con arredi di trasmissioni storiche della Rai: sullo sfondo, al centro, la cabina di Rischiatutto, il telequiz condotto da Mike Buongiorno tra il 1970 e il 1974
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I costumi indossati da Adriano Celentano e Mina nel corso della trasmissione "Alla ribalta", andata in onda nel 1964
I costumi indossati da Adriano Celentano e Mina nel corso della trasmissione “Alla ribalta”, andata in onda nel 1964
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In aggiunta alle teche, la zona espositive comprende delle isole tematiche: questa è dedicata ai microfoni
In aggiunta alle teche, la zona espositive comprende delle isole tematiche: questa è dedicata ai microfoni
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RADIOSTORY: Chiude la radio dopo 43 anni. Ma riparte da “pirata” due giorni dopo

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ABSTRACT (English)

The world of radio continues to give beautiful and incredible stories, such as the one starring Giancarlo Guardabassi, publisher of Radio Aut Marche. After 43 years of activity, the business goes into crisis. The frequencies are sold and broadcasting ends on 31 December, 2019. But two days later the publisher and presenter turns the transmitter back on and starts again, calling himself a “pirate”.

Article (In Italiano)
Dalla pagina Facebook della radio, una suggestiva immagine di Giancarlo Guardabassi in studio
Dalla pagina Facebook della radio, una suggestiva immagine di Giancarlo Guardabassi in studio
Fonte: Radio Aut Marche

Il mondo della radiofonia continua a regalare a storie belle e incredibili, come quella che vede come protagonista Giancarlo Guardabassi, editore di Radio Aut Marche

Il post apparso l'1 gennaio sulla pagina Facebook della radio, nella quale si spiegava agli ascoltatori la decisione di chiudere e la nostalgia del primo giorno di inattività
Il post apparso l’1 gennaio sulla pagina Facebook della radio, nella quale si spiegava agli ascoltatori la decisione di chiudere e la nostalgia del primo giorno di inattività
Fonte: Radio Aut Marche
Il post sulla pagina Facebook con il quale due giorni dopo è stata annunciata la ripresa dei programmi
Il post sulla pagina Facebook con il quale due giorni dopo è stata annunciata la ripresa dei programmi
Fonte: Radio Aut Marche

La nascita delle radio libere italiane è stata un’epopea: dal 1975 si andava letteralmente all’arrembaggio dell’etere. Niente regole su frequenze e potenze, finché nel 90 la legge Mammì mise fine al far west. Nel frattempo i giovani pionieri venivano progressivamente sostituiti da editori o fagocitati dai network, e la concorrenza spietata sui prezzi della pubblicità iniziava a minare le basi di sussistenza. Con gli anni sarebbero subentrate la stanchezza e la crisi.

Tra i pionieri c’era anche un conduttore affermato della Rai, Giancarlo Guardabassi, cantante, autore, che nel 1976 decise di aprire la sua emittente. Aveva appena presentato il Festival di Sanremo ed era al culmine del successo, ma decise di fare la sua radio nelle Marche. Dopo 43 anni sono state vendute le frequenze e successivamente è arrivata la chiusura. Un percorso comune a piccole e grandi emittenti (Radio Aut Marche aveva una copertura regionale). Ma dopo la trasmissione di addio, il 31 dicembre 2019, Giancarlo Guardabassi ha riacceso il trasmettitore: il 2 gennaio 2020, sull’unica frequenza non ceduta, i 100.5 di Francavilla d’Ete, ha ripreso a trasmettere, come lui si definisce, da “pirata” solitario.

Altre immagini dalla pagina della radio
Altre immagini dalla pagina della radio
Fonte: Radio Aut Marche

Il profilo di Giancarlo Guardabassi pubblicato sul sito della radio. La storia invece si può leggere qui.

Fabrizio Carnevalini

ITALIA Visual radio: la Rai scende in campo. Intervista a Roberto Sergio, direttore delle radio pubbliche

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Abstract (English)

Radiovision is a typical Italian phenomenon, ridden mainly by RTL 102.5 – from the small screen they receive a dowry of 1.1 million listeners (1.8 million during lockdown). Since 2000 the broadcaster from Cologno has developed a successful format, patenting and exporting it, and many Italian radio stations have imitated it. And to underline the importance of a video presence for the traditional radio stations, now come the ones of Rai. On 14th September, 2020 Radio2 started, with Radio1 to follow in 2021, while Radio3 and the other thematic channels will progressively increase their video spaces. But unlike the other radio stations, the public ones will not be visible on digital terrestrial television (DVB-T) but on RaiPlay, a portal that also hosts all the Rai television channels and an archive of programs. We interviewed Roberto Sergio (RS), director of Radio Rai, the structure that groups all the radio and thematic channels broadcast on DAB.

Article (In Italiano)
L’avvio delle visual radio è stato annunciato il 16 luglio 2020 a Roma, nel corso della presentazione dei palinsesti della stagione 2020-2021
L’avvio delle visual radio è stato annunciato il 16 luglio 2020 a Roma, nel corso della presentazione dei palinsesti della stagione 2020-2021
Fonte

La radiovisione è un fenomeno tipicamente italiano, cavalcato soprattutto da RTL 102.5 che dal piccolo schermo riceve in dote 1,1 milioni di ascoltatori (1,8 durante il lockdown). L’emittente di Cologno ha messo a punto (dal 2000) un format di successo, brevettandolo ed esportandolo, e tante radio italiane l’hanno imitata. E a sancire l’importanza di una presenza in video della radio tradizionale oggi arrivano le radio della Rai. Il 14 settembre ha iniziato Radio2, seguita l’anno prossimo da Radio1, mentre Radio3 e gli altri canali tematici incrementeranno progressivamente i loro spazi video. Ma a differenza delle altre emittenti, quelle pubbliche non saranno visibili sul digitale terrestre ma su RaiPlay, la piattaforma che ospita anche tutte le tv e un archivio dei programmi. Per far luce su alcuni dettagli, abbiamo posto alcune domande a Roberto Sergio (RS), direttore di Radio Rai, la struttura che raggruppa tutti i canali radiofonici e quelli tematici trasmessi sul DAB.

Roberto Sergio, direttore di Rai Radio
Roberto Sergio, direttore di Rai Radio 
Fonte: Ufficio Stampa Rai

RR: Puntare sul format, la professionalità e la simpatia dei conduttori viene fatto da molte emittenti. A settembre svelerete delle innovazioni nel vostro modo di fare radiovisione?

I conduttori di Rai Radio2
I conduttori di Rai Radio2
Fonte: Ufficio Stampa Rai

RS: La nostra visual radio avrà tutti i contenuti di Radio 2: i programmi con i nostri oltre 60 conduttori, la musica con i video, l’informazione, il meteo e così via. Sicuramente non siamo i soli a farlo, ma credo di poter dire che solo noi possiamo mettere in campo tutta questa ricchezza di contenuti e una qualità delle conduzioni che non teme confronti con voci, che adesso diventano volti, di altissimo profilo. E con una cura estrema per il confezionamento di un prodotto che ha come faro guida l’intrattenimento leggero ma intelligente. C’è poi da dire che la nostra scelta di posizionamento è molto diversa da quella di alcuni nostri competitor della radiovisione. Noi non vogliamo fare una tv. Non a caso non andiamo a occupare un canale televisivo. Faremo una radio che, potendosi vedere, potrà andare sui media digitali nativi video.

Radio 2 in visual radio andrà su Rai Play e da lì, magari con contenuti brevi, con pillole di video, contiamo di andare “in giro” sulle varie piattaforme video. Per portare la nostra radio anche a chi non la conosce. E comunque, Rai Play è oggi visibile sui televisori connessi con estrema facilità. Quindi non andiamo a competere con i canali tv classici, ma ne condividiamo il mezzo, che diventa uno dei modi per arrivare alle persone. Tutto un altro approccio rispetto alla radio tale e quale riproposta in tv, accesa magari per incrementare la notorietà del brand e far salire i dati delle rilevazioni Ter.

RR: Si è parlato di una progressiva migrazione in video di tutte le radio Rai: che tempi vi siete dati per mettere a punto Radio2 e in che tempi la trasformazione toccherà gli altri canali?

Rai Radio Logo
La Rai ha 12 canali radio, metà dei quali difusi anche in FM (Radio 1, Radio2, Radio3, Radio 3 Classica, GR Parlamento, Isoradio), gli altri solo sul Dab. Tutti sono ascoltabili su Raiplay
Fonte: Ufficio Stampa Rai

RS: Radio 2 è pronta. Dal prossimo settembre sarà tutta in visual radio tranne la notte. Alcuni contenuti si affineranno strada facendo, ma la partenza è garantita. Per gli altri, l’orizzonte è il 2021, anche se c’è da fare un distinguo. Radio 2 è un canale di intrattenimento di flusso, quindi ha motivo di essere sempre in modalità visual. Gli altri canali accenderanno alcune finestre in momenti specifici. Quei momenti che riterremo di appeal per il pubblico delle piattaforme video. Per capirci, Radio 3 non sarà sempre in video, ma potrà accendere le telecamere in occasione di concerti o piece teatrali che si svolgeranno nelle nostre sale, oppure se in un determinato programma avremo ospiti di eccellenza. Il tutto soprattutto per la distribuzione sui social, con l’obiettivo di far girare i contenuti al di là del nostro target primario, come detto precedentemente.

RR: La versione video di un canale informativo come Radio1 potrebbe togliere ascolti a RaiNews24?

La regia video delle visual radio Rai
La regia video delle visual radio Rai
Fonte: Ufficio Stampa Rai

RS: Anche Radio 1 seguirà la stessa strategia, non sarà sempre in onda (non avrebbe senso). Ma potrà passare in modalità visual per brevi pillole. Quindi nessuna competizione con RaiNews24, che ha ovviamente altri mezzi e un’altra piattaforma di elezione. La visual radio è un modo per uscire dal mezzo “audio only” e andare a intercettare pubblico nei mezzi visuali. Ma non è un competitor della tv. Del resto, se così non fosse, non avremmo scartato l’idea di avere dei canali video su Dtt.

Fabrizio Carnevalini

Urban Radio: A Roma un’emittente su quattro dà voce alle tifoserie delle due squadre di calcio della città

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ABSTRACT (in english)

From Italy begins a journey to the world’s urban radio landscapes. Rome’s radio station dial is full of local stations (36 of the 94 listenable frequencies), while most of the country is dominated by national networks. Among the capital’s radio stations, one out of four speaks about football, giving voice to the fans of the two teams (Roma and Lazio). This has not always been the case: until twenty years ago, talk radio stations were fashionable, but today they have disappeared, but it is possible to listen to some recordings with ads, commercials and programme clips on a site that tells the story.

Article (in italiano)

Inizia dall’Italia il percorso nei panorami radiofonici mondiali, ideato per entrare nello “spirito” delle emittenti che popolano l’etere delle capitali.

L’Anfiteatro Flavio, simbolo di Roma: duemila anni fa ospitava fino a 87.000 spettatori. Più di quelli dell’attuale stadio Olimpico (70.500) dove, nell'immaginario, i giocatori di calcio hanno sostituito gli antichi gladiatori
L’Anfiteatro Flavio, simbolo di Roma: duemila anni fa ospitava fino a 87.000 spettatori. Più di quelli dell’attuale stadio Olimpico (70.500) dove, nell’immaginario, i giocatori di calcio hanno sostituito gli antichi gladiatori
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La Capitale è tra le poche città italiane a vantare un panorama radiofonico ricco di realtà locali, a differenza, per esempio, di Milano, dove molte emittenti di successo si sono trasformate in network di dimensione nazionale o multi-regionale, affievolendo il legame con il territorio. A Roma, invece, su 94 frequenze ricevibili con un ricevitore domestico o l’autoradio, ben 36 (il 39%) sono locali, come mostra il bandscan realizzato da Armando Finocchi.

Oggi va di moda il calcio

Radio Radio, su 104.5 MHz, dedica molto spazio al calcio ma si mantiene equidistante tra le due tifoserie, a differenza delle altre sette, che dichiarano la propria appartenenza
Radio Radio, su 104.5 MHz, dedica molto spazio al calcio ma si mantiene equidistante tra le due tifoserie, a differenza delle altre sette, che dichiarano la propria appartenenza
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In città hanno sede otto radio nazionali diffuse in FM, delle quali cinque sono pubbliche (Rai Radio1, Rai Radio2, Rai Radio3, GR Parlamento e Isoradio) e tre commerciali (m2o, RDS e Radio Capital). Delle emittenti locali o regionali, una su quattro (8 su 32) si è specializzata nel calcio e alcune sono di proprietà delle società sportive. Molto seguite, basano il loro successo anche sul fatto che dedicano ampio spazio ai commenti e alla dietrologia alimentata dalla rivalità delle tifoserie rivali.

Roma Radio (100.7 MHz) è l’emittente ufficiale della squadra AS Roma Calcio. Le altre tre stazioni che ne parlano sono: Tele Radio Stereo (92.7 MHz), Centro Suono Sport (101.5 MHz) e Rete Sport (104.2 MHz)
Roma Radio (100.7 MHz) è l’emittente ufficiale della squadra AS Roma Calcio. Le altre tre stazioni che ne parlano sono: Tele Radio Stereo (92.7 MHz), Centro Suono Sport (101.5 MHz) e Rete Sport (104.2 MHz)
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Lazio Style Radio (90.3 MHz) è l’emittente ufficiale della SS Lazio; la squadra viene poi seguita da Radio Sei (98.1 MHz) e Radio Incontro Olympia (105.8 MHz)
Lazio Style Radio (90.3 MHz) è l’emittente ufficiale della SS Lazio; la squadra viene poi seguita da Radio Sei (98.1 MHz) e Radio Incontro Olympia (105.8 MHz)
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…mentre una volta si puntava sulle dediche

Per rivivere gli anni ruggenti dell’etere romano si può consultare il sito http://www.radioromane.eu/ creato da Claudio Patrizi, che raccoglie anche registrazioni di programmi, annunci, jingle e pubblicità di queste ed altre storiche emittenti della capitale
Per rivivere gli anni ruggenti dell’etere romano si può consultare il sito http://www.radioromane.eu/ creato da Claudio Patrizi, che raccoglie anche registrazioni di programmi, annunci, jingle e pubblicità di queste ed altre storiche emittenti della capitale
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Ma anche questa potrebbe essere una moda del momento: fino a vent’anni fa andavano per la maggiore le radio di “dediche”. Un fenomeno tutto romano, da non confondere con la semplice richiesta di dischi da mettere in onda: ne esistevano una trentina, da tempo scomparse perché la loro formula era incompatibile con una corretta gestione imprenditoriale della radio. Erano in sostanza delle talk radio: si parlava molto, gli ascoltatori telefonavano per richiedere i dischi, ma erano improvvisate e di bassa professionalità, caratteristica che non attirava gli inserzionisti, condannandole a una rapida chiusura. Ultime a morire Radio Chat Noir (FM 90.9) e Radio Gioia Paradise Amica (FM 106.35), ma se ne potrebbero citare molte.
Tra queste segnaliamo:
88.05 Radio Melody
89.3 Effetto Radio 1
89.5 Radio Studio 5
90.3 Radio Mary
96.6 Radio Mary 3 – Fedeltà FM
97.9 Radio Mary 2 – Radio Civiltà
100.5 Radio La Bussola
101.5 Radio Antenna Romana
104.75 Radio Lido
106.85 Radio Vega International

Una lista “storica” delle radio ascoltabili a Roma pubblicata sul primo numero della rivista SceltaTV, settimanale di programmi radiotelevisivi edito tra il 1977 e il 1983. Questo elenco, uscito in edicola 43 anni fa, sul numero del 2 gennaio 1977, censiva 84 emittenti. Le emittenti FM erano state liberalizzate l’anno prima.
Una lista “storica” delle radio ascoltabili a Roma pubblicata sul primo numero della rivista SceltaTV, settimanale di programmi radiotelevisivi edito tra il 1977 e il 1983. Questo elenco, uscito in edicola 43 anni fa, sul numero del 2 gennaio 1977, censiva 84 emittenti. Le emittenti FM erano state liberalizzate l’anno prima.
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L’anno dopo le radio erano quasi raddoppiate: il numero dell’1 gennaio 1978, ne conta 136. Come si può vedere ci sono diverse frequenze dove operano due emittenti. Si calcola che fossero almeno duecento le radio nella capitale. Alcune trasmettevano per pochi mesi o settimane, e si ricevevano solo in alcune zone della città.
L’anno dopo le radio erano quasi raddoppiate: il numero dell’1 gennaio 1978, ne conta 136. Come si può vedere ci sono diverse frequenze dove operano due emittenti. Si calcola che fossero almeno duecento le radio nella capitale. Alcune trasmettevano per pochi mesi o settimane, e si ricevevano solo in alcune zone della città. Source

Le emittenti ascoltabili oggi in città

87.60   RAI Radio1 Lazio        Rocca di Papa/Monte Cavo vetta (RAI)           *Radio1_
87.90   Radio Onda Rossa      Rocca di Papa/Monte Cavo vetta        RADIO___ ONDA____ ROSSA___ 87.9_FM_ UN______ SEGNALE_ CHE_____ DISTURBA
88.10   Radio Manà Manà       Rocca di Papa/Monte Cavo     _RADIO__ _MANA’__ _MANA’
88.30   Radiofreccia    Rocca di Papa/Madonna del Tufo     FRECCIA_
88.60   Radio Radicale Rocca di Papa/Monte Cavo vetta        RADIO___ RADICALE
88.90   Radio Zeta       Rocca di Papa/Monte Cavo     ZETA____      
89.10   Radio Cusano Campus           Rocca di Papa/Monte Cavo     _RADIO__ _CUSANO_ _CAMPUS_ 
89.30   Lazio Style Radio        Rocca di Papa/Monte Cavo     _LAZIO__ _STYLE__ _RADIO__ OFFICIAL SS.LAZIO SMS_333_ 3149900_ DIRETTA_ ___06___ 97607408 EFFETTO_ *_89.3_*   
89.50   China FM        Rocca di Papa/Monte Cavo     CHINA_FM     
89.70   RAI Radio1 Lazio        Roma/Monte Mario (RAI)        *Radio1_        
89.90   Retesport        Rieti/Frazione Campoforogna (Monte Terminillo)       __RETE__ __SPORT_
90.00   NSL Radio TV Monte Porzio Catone           __NSL___      
90.30   Radio Deejay   Rocca di Papa/Monte Cavo     _DEEJAY_     
90.50   m2o     Rocca di Papa      _M_DUE_O    
90.70   Radio Sonica   Rocca di Papa _RADIO__ _SONICA_           
90.90   Radio Cusano Tv Italia Rocca di Papa/Monte Cavo     __RADIO_ _CUSANO_ ___TV___ _ITALIA_
91.20   RAI Radio2      Rocca di Papa/Monte Cavo vetta (RAI)           *Radio2_        
91.50   RTL 102.5       Roma/Monte Mario           RTL102.5       
91.70   RAI Radio2      Roma/Monte Mario (RAI)        *Radio2_        
92.00   R101   Palombara Sabina/Monte Gennaro     __R101__      
92.20   RTL 102.5       Palombara Sabina/Monte Gennaro     RTL102.5       
92.40   RTL 102.5       Rocca di Papa/Monte Cavo     RTL102.5       
92.70   Tele Radio Stereo       Rocca di Papa    TRS-TELE __RADIO_ _STEREO_
92.90   Spazio Radio-Onda Jazz         Roma/Casilina  SPAZIO_R     
93.00   Radio Roma Capitale   Palombara Sabina/Monte Gennaro     RADIO___ ROMA____ CAPITALE    
93.20   Radio Zeta       Palombara Sabina/Monte Gennaro     __ZETA__      
93.20   Radio Quattro  Roma/Via del Mascherino RADIO_4_ QUATTRO_         
93.30   Radio Zeta       Cittá del Vaticano/Palazzina Leone XIII           __ZETA__      
93.50   Radio Mater-inBlu       Roma/Via Massimi       R.MATER_     
93.70   RAI Radio3      Roma/Monte Mario (RAI)        *Radio3_        
94.00   Radio Subasio Palombara Sabina/Monte Gennaro     SUBASIO_     
94.20   Virgin Radio     Albano Laziale/Via dei Cappuccini  _VIRGIN_
94.50   Radio Subasio Rocca di Papa/Monte Cavo     SUBASIO_     
94.80   Radio Maria     Rocca di Papa/Monte Cavo vetta        R.MARIA_      
95.10   Radio Maria     Monte Compatri/Frazione Pratarena         R.MARIA_      
95.30   Radio Dimensione Musica       Frascati/Hotel Villa Tuscolana         _Radio__ _*_RDM_*  
95.50   Radio Capital   Monte Compatri/Frazione Pratarena         CAPITAL_      
95.80   Radio Capital   Castel San Pietro Romano/Campagnano        _CAPITAL
96.10   Radio 105        Rocca di Papa/Monte Cavo     __105___       
96.30   Radio inBlu      Cittá del Vaticano/Palazzina Leone XIII           …INBLU N_VERDE_ __800___ _371110_   
96.50   Radio 105        Roma/Monte Mario      __105___       
96.60   Radio L’Olgiata            Roma-Olgiata        OLGIATA_     
96.60   NSL Radio TV Roma/Via Luigi Maria Arconati __NSL___      
96.60   Radio 105        Roma/Via Magliano in Toscana     __105___       
96.80   RID 96.8          Rocca di Papa/Monte Cavo     RID_____       
97.00   m2o     Monte Compatri/Frazione Pratarena         _M_DUE_O    
97.20   Radio Kiss Kiss           Montecompatri/Frazione San Silvestro           KISSKISS        
97.50   Radio Italia SoloMusicaItaliana Frascati/Hotel Villa Tuscolana         R_ITALIA       
97.70   M100   Rocca di Papa/Monte Cavo     __M100__      
97.90   Radio Kiss Kiss           Frascati/Hotel Villa Tuscolana         KISSKISS       
98.10   Radiosei          Rocca di Papa/Monte Cavo     RADIOSEI      
98.40   RAI Radio3      Rocca di Papa/Monte Cavo vetta (RAI)           *Radio3_        
98.70   Virgin Radio     Frascati/Hotel Villa Tuscolana         _VIRGIN_       
99.00   RTR 99           Rocca di Papa _RTR_99_     
99.20   Simply Radio   Albano Laziale/Via dei Cappuccini  *SIMPLY* *RADIO*_   
99.40   RAI GR Parlamento     Rocca di Papa/Monte Cavo vetta (RAI)           RAI-GRPR      
99.60   Radio Globo    Rocca di Papa/Monte Cavo     _GLOBO__    
99.80   Radio IES        Rocca di Papa RadioYES        
100.00 R101   Rocca di Papa/Monte Cavo vetta        __R101__      
100.30 Rai Radio3 Classica     Roma/Monte Mario (RAI)        RaiRadio Classica       
100.50 Radio Italia Anni 60     Monte Porzio Catone  R.ITALIA ANNI_60_   
100.70 Roma Radio     Rocca di Papa/Monte Cavo     __ROMA__ _RADIO__ 50191421    
101.00 Radio Deejay   Monte Compatri/Frazione Pratarena         _DEEJAY_     
101.30 Centro Suono  Rocca di Papa/Monte Cavo     _CENTRO_ _SUONO__        
101.50 Centro Suono Sport    Rocca di Papa/Monte Cavo vetta        _CENTRO_ _SUONO__ _SPORT__
101.70 Radio Evangelo (Roma)          Rocca di Papa/Monte Cavo     _RADIO__ EVANGELO         
101.90 Dimensione Suono Roma       Rocca di Papa/Monte Cavo     DIM*ROMA    
102.10 Radiofreccia    Palombara Sabina/Monte Gennaro     _FRECCIA     
102.30 TRS The Radio Station           Palombara Sabina/Monte Gennaro     TRS102.3 SMS_339_ 8416395_ MUSICA_E PAROLE__ SENZA___ ORARIO_E BANDIERE
102.40 Radio Radicale Roma/Monte Mario      RADIO_*_ RADICALE
102.50 RTL 102.5       Roma/Via Luigi Maria Arconati RTL102.5       
102.70 RAM Power     Monte Compatri          RAMPOWER  
103.00 RDS     Rocca di Papa/Monte Cavo     *_RDS_*_       
103.30 Radio News  Frascati/Hotel Villa Tuscolana         __NEWS__    
103.50 RAI IsoRadio   Rocca di Papa (RAI)    ISORADIO RAI103.5  
103.70 Radio Subasio Calvi dell’Umbria/Monte San Pancrazio           SUBASIO_     
103.80 Radio Vaticana 105 Live          Cittá del Vaticano/Palazzina Leone XIII           RADIO___ VATICANA ITALIA__ WHATSAPP 335_____ 1243722_ 
104.00 Radio Crik Crok           Monte Compatri/Frazione Pratarena       
104.20 Retesport        Monte Compatri/Frazione Pratarena         __RETE__ __SPORT_          
104.50 Radio Radio     Palombara Sabina/Monte Gennaro     R-RADIO_      
104.80 Radio Voce della Speranza (Roma)    Rocca di Papa/Monte Cavo     RVS_____ Tel.06__ 3210200_ __www.__ rvsroma_ .it_____
105.00 Radio Vaticana 105 Live          Cittá del Vaticano/Palazzina Leone XIII           Radio___ Vaticana Italia__
105.30 Dimensione Suono Soft          Rocca di Papa/Monte Cavo     DIM*SOFT     
105.60 Radio Italia SoloMusicaItaliana Rocca di Papa R_ITALIA       
105.80 Radio Incontro Olympia           Rocca di Papa/Monte Cavo     INCONTRO    
106.10 RMC – Radio Monte Carlo       Frascati/Hotel Villa Tuscolana         __RMC___     
106.30 RMC – Radio Monte Carlo       Rocca di Papa/Monte Cavo     __RMC___     
106.60 Radio Rock      Rocca di Papa/Monte Cavo     __ROCK__     
106.90 Radio Mambo  Rocca di Papa/Monte Cavo     R-MAMBO_ EL_RITMO VIDA____   
107.10 Antenna Uno   Rocca di Papa/Monte Cavo     ANTENNA1    
107.40 Radio 105        Palombara Sabina/Monte Gennaro     __105___       
107.60 Radio L’Olgiata            Monte Compatri          OLGIATA_
107.70 Radio Radicale Rieti/Frazione Campoforogna (Monte Terminillo)       RADIO___ RADICALE           
107.90 Radio 24          Rocca di Papa/Monte Cavo     RADIO_24      

PIRATE RADIO STATIONS: Illegal broadcasting is proliferating ‘from the Apennines to the Andes’

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Transmitting without a license is a criminal offence but the desire to start one’s own radio station drives people to break the law in every country. This time we talk about Peru and Italy

PERU: 20,000 enforcement actions to catch a thousand illegal broadcasters 

The antenna of an illegal radio station was destroyed by an enforcement team
Source

About 5,000 licensed radio stations and 1,000 illegal broadcasters operate in the Andean country. The Ministry of Transport and Communications (MTC) is very active. In 2020 the ministry has planned 20,000 enforcement actions. They closed down 14 radio stations in the region of Lima in January 2020 and in 2019 they confiscated 1,072 pieces of transmission equipment and closed 200 stations. The fine for those who get caught is 200,000 Peruvian soles (about US$ 58,000). 

ITALY: One of Radio Maria’s antennas was illegal

Radio Maria’s list of frequencies (over 900 in Italy) also includes one in Amalfi, broadcasting on 105.5 MHz from the transmitter site in Conca dei Marini, now under seizure 
Source

A repeater transmitting on 105.5 MHz, operated by Radio Maria in the province of Salerno, was closed down on June 13th, 2020. After receiving a number of reports from local citizens, the carabinieri in Amalfi confirmed that the radio antenna, that had been installed years ago in the courtyard of a privately owned building in Via dei Naviganti in Conca dei Marini, a municipality on the Amalfi coast, did not have a license. The Regional Environmental Protection Agency (Arpac) in Campania also established (after multiple inspections) that the electromagnetic emissions exceeded the limits allowed by the law. As a result the radio station was subject to criminal seizure. The broadcaster’s lawyers opposed the shutdown but the appeal at the Court of Appeal in Salerno was rejected. 

Record number of criminal charges for a pirate in Palermo

The antenna of the illegal broadcaster: a simple dipole antenna on the roof of a house in the hills of Ciaculli in the suburbs of Palermo 
Source: Press office of the Carabinieri provincial command in Palermo

The phenomenon of illegal radio stations is limited on the peninsula because they not only face fines, but also criminal charges. On June 11th, 2020, the carabinieri assisted by officials of the Ministry of Economic Development (the body that carries out enforcement actions) deactivated a radio station that modulated on 97.4 MHz. The owner was charged on three counts: The first for violation of the electronics communication code (the transmitter was not licensed): the second for damage (it interfered with the frequency of a licensed radio station) by broadcasting from a residential building on a hill. In fact, it interfered with RMC – Radio Monte Carlo transmitting on 97.6 MHz from Via Barone Manfredi 8, in Monreale. However, what really takes the biscuit is that the whole building (where the owner had set up studios and put an antenna on the roof) was illegally connected to the city’s electricity grid. In this way, the 44-year-old man was charged with the third count of theft of electrical energy. 

In another city on Sicily, a radio station, that only broadcast music without commentary, appeared in Syracuse in April 2020. It modulated on 88.6 MHz and later moved to 93.8 MHz. We have recently been informed that it has now been shut down. 

Another closedown one week later

A photograph of the ‘studio’. On the left, with his back to the camera, an officer from the Radio Monitoring unit in the Ministry of Economic Development 
Source: Press office of the Carabinieri provincial command in Palermo

After the enforcement action in Ciaculli, investigations were continued in the province of Palermo. These led to the deactivation of another unlicensed radio station a week later, this time in Pioppo, a part of the municipality of Monreale. The transmitter operated in the same way as a licensed commercial radio by not only broadcasting music but also commercials. It caused interference with the frequencies of two national networks: RMC Radio Monte Carlo and R101.

Media groups making moves

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Even in the midst of a global crisis, deals continue to happen. French mass media conglomerate, Vivendi, recently acquired 10% of Lagardère; a move that helped to strengthen the French position in the market. Following Vivendi, Groups Arnault also enters into Lagardere.
In Italy, the Agnelli family holdings company sealed the deal on the acquisition of Gedi, endowing them with three radio networks.

Arnauld Lagardère, CEO, article from Le monde, France
The French daily newspaper, Le Monde, reports tension between the Amber Fund and the management of Groupe Lagadere
Source

After acquiring the initial 10% in Lagardère, in May 2020 Vivendi increased its shareholder equity to 16.4%. The move strengthens the position of Arnauld Lagadère, in control of the group, that had just foiled the attack of the Amber fund. The firm, and Lagardère’s biggest stakeholder, had accused him of bad management and wanted to change directors.

corriere della sera, article about group anfault
Three weeks later Groupe Arnault, the holding company of Bernard Arnault (the majority shareholder of the Following the sudden death of the founder Jean-Luc in 2003, the multimedia empire Largardere was significantly downsized, as this article in the Italian daily newspaper, Corriere della Sera, explains very well
Source

After the sudden death of Lagadère’s founder, Jean-Luc, in 2003, the multimedia empire has since shrunk. The following quote from Italian newspaper, Corriere della Sera in the article ‘Francia, Sarkozy e Bolloré salvano (per ora) l’erede del regno Lagardère’ sums up the move well:
‘This acquisition is a long-term financial investment reflecting Vivendi’s confidence in the future prospects of the French group which enjoys international leadership positions in its businesses and which, like many others, is experiencing difficult times at the moment.’

Article about Vivendi acquiring 10% of Lagardère
The Vivendi press release explains the motivations for the purchase 
Source

To give some context to Vivendi’s owner, Vincent Bolloré is an accomplished leader. In December, 2016, he attempted to buy out the Italian Mediaset channel (publishing, three TV networks, pay TV and five radio stations), gaining up to 25.75% of the share capital and 26.77% of the voting rights.    

About Vivendi, being an integrated content, media and communications group
Vivendi, an integrated content, media and communication group, has interests in discography (Universal Music Group), pay TV (Canal+), publishing (Editis) and games (Gameloft)
Source

Change of ownership for Italian radio networks

Exor group purchasing Gedi
Exor, the holding company of the Agnelli family, not only controls the group FCA but now it also controls the Gruppo Editoriale Gedi, that was formed by a merger of the editorial groups of the daily newspapers La Stampa and La Repubblica
Source

With the purchase of Gedi by the Exor group, three radio stations, (m2o, Radio Capital and Radio Deejay) will be passed onto the Agnelli family holdings company. 
Based in the Netherlands, Exor has a capital worth € 24 billion. In addition to owning Ferrari, they are also the largest shareholder of the FCA-Fiat Chrysler Group

Il Covid-19 manda in crisi le emittenti radio, che chiedono aiuto

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Abstract (English)

It is a cry of pain and a heartfelt appeal that arises from 132 radio publishers that were surveyed on the consequences of the pandemic by Radio Reporter blog. In the midst of an emergency, they enhanced information, promoted fundraising and played a role of social cohesion. But government aid is overdue and two out of three radio stations (65%) ask for further immediate and non-refundable aid (40%). The drop in advertising, moreover, is dramatic (-73%) and painful cuts were necessary to make ends meet, dismissing collaborators and asking for layoffs for part of the staff. To assess the impact of the crisis, Radio Reporter asked specific questions on these aspects and asked if to immediately reduce business costs, it would make sense to halve the power of the transmitters: energy consumption absorbs 45% of a radio stations budget. A solution that in addition to being cost-free for the government, would improve the quality of listening (reducing interference) and reduce electromagnetic pollution. The results of the investigation are published in Italian, to facilitate consultation by publishers and listeners.

article (In italiano)
Le antenne sulla Torre Breda, in via Casati a Milano. Fotografate dal superattico al 29° piano, aperto eccezionalmente al pubblico l’11 marzo del 2019
Foto Fabrizio Carnevalini

È un grido di dolore e un appello accorato quello che si leva da 132 editori radiofonici interpellati sulle conseguenze della pandemia. In piena emergenza, hanno potenziato l’informazione, promosso raccolte fondi e svolto un ruolo di coesione sociale. Ma gli aiuti del governo sono in ritardo: dopo la promessa (cancellata) di 40 milioni di euro in febbraio, ne sono stati stanziati 50 il 19 maggio nel “Decreto rilancio” (complessivi, però, per radio e tv). L’operato del governo e le regole con le quali verranno distribuiti i fondi, però, viene approvato solo da un editore: due radio su tre (65%) chiedono ulteriori aiuti, immediati e a fondo perduto (40%). Il calo della pubblicità, del resto, è drammatico (-73%) e per far quadrare i conti sono stati necessari tagli dolorosi, congedando collaboratori e chiedendo la cassa integrazione per una parte del personale. Per valutare l’impatto della crisi abbiamo posto domande precise su questi aspetti e chiesto se per ridurre immediatamente i costi aziendali avrebbe senso dimezzare le potenze dei trasmettitori: i consumi di energia assorbono il 45% delle risorse di un’emittente, quindi i risparmi sarebbero superiori a un quinto del bilancio. Una soluzione che oltre ad essere a costo zero per il governo, migliorerebbe la qualità dell’ascolto (riducendo le interferenze) e abbatterebbe l’inquinamento elettromagnetico. 

Ha risposto una radio su sei

L’immagine elaborata da FMLISTFMSCAN mostra la collocazione dei trasmettitori radiofonici nel mondo: sono 184.950, comprendendo quelli in onde medie (14.980), mentre le radio sono 58543 

I 132 editori del sondaggio rappresentano 101 emittenti commerciali, quasi una su sei (sono 624 per l’Agcom); di queste, 72 hanno una copertura locale, 22 regionale, cinque multiregionali e due nazionale. Ci sono poi 31 stazioni comunitarie delle 343 esistenti: va considerato, però, che molte non dipendono dalla pubblicità, come molte delle 184 di area cattolica associate al Corallo e quelle si autofinanziano, come le 33 radio evangeliche censite da FMLIST-FMSCAN (database mondiale della radiotv).

Bisogna agire in fretta: c’è chi sta per gettare la spugna

L’appello drammatico di una radio del sud prossima alla chiusura: nessuna delle 500 aziende alle quali ha proposto inserzioni a prezzi modici (30€) ha risposto
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Il malessere è emerso da diversi editori, mentre presentavamo l’inchiesta: erano dubbiosi, sfiduciati e di stavano seriamente valutando di chiudere. E dal sud ci è giunta una lettera che testimonia la drammaticità della situazione (che riproduciamo qui). Tagli drastici e movimenti nell’etere, del resto, già si intravedono: come interpretare la sospensione dei programmi della ligure Radio Babboleo News, che da fine maggio ripete rete principale? O l’acquisto da parte di m2o di tre canali della pugliese Radio Giulia? Ma come abbiamo spiegato in un recente articolo le frequenze si sono svalutate e cederle non è facile, a meno che siano in zone dove hanno mantenuto valore, come in Trentino Alto Adige, dove un editore ci ha detto di essere in trattative con un network per cedere l’intera rete e chiudere.

Persi i tre quarti della pubblicità (e degli incassi)

Con la riduzione delle attività lavorative, tre quarti delle aziende hanno ridotto o sospeso le inserzioni pubblicitarie 
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Sul crollo degli spot sono tutti d’accordo: in media è stato del 73%. A risentirne meno sono le 22 commerciali di ambito regionale (-70%) e le 31 comunitarie (-71%). Va peggio per i network e le multi regionali (-80%). Ma questa è solo la punta dell’iceberg: dalle risposte degli editori emerge anche la preoccupazione per la crisi di liquidità dei clienti, che non riescono a pagare le fatture degli spot già messi in onda. Ritornare alla normalità non sarà facile, anche perché la sospensione degli eventi e dei concerti fa mancare un’altra fonte di finanziamento importante.

Superstation regine dell’informazione

Le notizie sono stati tra i programmi più seguiti, soprattutto nella prima fase dell’emergenza
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Se il potenziamento degli spazi informativi è stato in media del 54% (per commerciali e comunitarie), sono le stazioni multiregionali ad aver puntato maggiormente sulle news, incrementandole del 70%, contro il 45% dei network nazionali. Uno sforzo organizzativo che ha spinto al massimo i motori di realtà grandi e piccole, che hanno investito risorse pur private del carburante della pubblicità. 

Così si è proceduto ai tagli, soprattutto nelle grandi strutture

Per far quadrare i conti sono state sospese collaborazioni e chiesti gli ammortizzatori sociali
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Se gli editori hanno congedato, in media, un collaboratore su tre (-34%), i risparmi sui costi del personale si sono fatti sentire soprattutto nelle aziende più strutturate: superstation (-48%) e network (-85%), mentre per le comunitarie l’impatto è stato dimezzato (-16%). Analogamente, la cassa integrazione è stata richiesta per un lavoratore su tre (-31%), con punte del -47% per le radio a copertura regionale, e ancor più elevate per superstation (-48%) e nazionali (-50%). A risentirne meno sono state le comunitarie (-18%), anche perché vengono gestite con meno di un dipendente (0,72): si basano sui collaboratori (5 in media) e soprattutto sul volontariato (7 persone, tra quelle interpellate).

L’energia? Un salasso, soprattutto per le comunitarie

Per farsi ascoltare si è fatto ricorso a impianti sempre più potenti: nell’immagine, quelli di Monte Brione, a Riva del Garda (TN)
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Nel nostro paese si usano potenze di trasmissione troppo elevate. Un’eredità della guerra dei watt terminata nel 1990, che però pesa sempre di più sul budget degli editori (45%). Un valore che fotografa bene la situazione delle 22 radio commerciali regionali della nostra inchiesta (43%), che dispongono di una decina di ripetitori. Va un po’ meglio alle realtà più piccole (38%), con una media di quattro impianti, mentre per le comunitarie (con due frequenze) rappresenta un fardello pesante: assorbe il 64% delle risorse, anche perché i bilanci di queste strutture sono più magri (il 96% incassa meno di 50.000 euro) per i limiti di affollamento pubblicitario previsti dal tipo di concessione. Più le dimensioni aziendali crescono, invece, meno la componente energia è rilevante: si ferma al 25% per le multi regionali, al 20% per i network, a fronte di bilanci che, per entrambe queste categorie, possono superare il milione di euro. 

Basterebbero 3dB

Una buona antenna moltiplica la potenza, alleggerendo la bolletta, ma richiede investimenti importanti. Così in passato, spesso si è puntato su trasmettitori più potenti, una “scorciatoia” che adesso si paga 
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Perché allora non ridurre le potenze di 3dB (dimezzandole), liberando risorse preziose in momenti come questi? L’idea, rilanciata in marzo da Lorenzo Belviso, editore delle emittenti pugliesi Radio Mi Piaci e Radio Popizz, consentirebbe risparmi superiori al 40%. Purtroppo la legge impedisce di ridurre la potenza (per alleggerire i costi, un editore ha detto di avere spento impianti minori dichiarando che sono in manutenzione o in avaria), ma in situazioni di emergenza, come quelle alle quali ci ha messo di fronte la pandemia, un dimezzamento generalizzato “da decreto” potrebbe fare comodo a molti. E a costi zero per lo stato. Apparentemente, il 52% degli editori interpellati non è interessato al “taglio” dei watt, ma si tratta di una media: dai dati emerge che i più favorevoli sono i network (100%), seguiti dalle comunitarie (61%) e dalle piccole commerciali (55%). In equilibrio le regionali (50%), mentre le superstation sono per lo status quo (80%). 

Consumare meno, abbassando tutti

Un particolare di una delle torri di trasmissione di Monte Brione a Riva del Garda (TN)
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Su come ridurre le potenze, il 64% degli editori interpellati sarebbe favorevole solo se la riduzione fosse obbligatoria per tutti, escludendo gli impianti di potenza fino a 100 Watt (52%) impiegati di solito per illuminare le zone d’ombra nelle aree montane. Riguardo alla durata delle misure, la maggioranza (43%) preferirebbe che fosse per sempre

Tante idee per ripartire. O l’etere verrebbe desertificato

Tra le tantissime idee, abbiamo selezionato dieci proposte per salvare la radiofonia
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Con 132 pareri, lunghi fino a 2000 caratteri, potemmo scrivere un libro. Dato che la risposta era libera, abbiamo individuato le tendenze trasformandole in proposte da indirizzare alle associazioni e al governo. Le radio commerciali si sentono mancare il terreno sotto i piedi. Dalle circa 5000 esistenti quando fu varata la legge Mammì, nel 1990, ora sono meno di mille: 967, come ci ha comunicato l’Agcom. Avrebbero bisogno di aiuti immediati, anche quelle che riceveranno una parte dei 50 milioni di euro (da dividere con le tv). Chiedono di ridiscutere le norme attuali (65%), erogando in fretta “soldi veri” e a fondo perduto (40%). Da distribuire “a pioggia” (11%), o a chi ha fatto informazione (6%) come alle piccole realtà locali (6%). Poi ci sono i sostegni indiretti: agevolazioni per l’energia elettrica (17%, quasi tutti con la richiesta di abbattere le tariffe del 50%); riduzione dei contributi per il personale assunto (12%); incentivi per chi fa pubblicità radiofonica (5%) ma riservati alle radio (il “decreto rilancio” li prevede anche per le tv, diluendo l’efficacia della misura); convogliare la pubblicità istituzionale sulle piccole realtà locali che si sentono abbandonate (5%). Qualcuno suggerisce ricette semplici, come tagliare le tasse (6%) e la burocrazia (5%). Altrimenti l’alternativa è che gran parte delle voci si spengano. Per sempre.

Fabrizio Carnevalini